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giovedì 4 giugno 2020

PLOTINO ED IL CONCETTO DELL'UNO STEP #16

Plotino è un filosofo greco antico, considerato uno dei più importanti in quanto erede di Platone e padre del neoplatonismo. Nella sua dottrina sono presenti 3 ipostasi e sono: L'Uno, l'Intelletto(Nous), l'Anima.
L'Uno è a prima realtà sussistente e non può contenere alcuna divisione, molteplicità o distinzione. Proprio per questo lui lo differisce da quello platonico perché considera la dualità di Platone come una contraddizione e la inserirà nell'Intelletto con l'essere parmenideo, quindi lui inserisce l'Uno in una dimensione superiore a quella dell'essere affermando che l'uno "non può essere alcuna realtà esistente" ma è "prima di tutto ciò che esiste".
Plotino quindi identifica come l'Uno, il Bene, di cui nulla si può dire, a meno di non cadere in contraddizione, può essere solo arguito solo per via negativa. Ricorre inoltre al concetto del meno perfetto per far concepire il concetto in maniera più immediata affermando che dall'Uno discendono tutti i vari stadi meno perfetti della creazione.
L'Uno è del tutto autosufficiente essendo causa di sé, e quindi non ha senso dare delle ragioni essendo Egli stesso la fonte di tali ragioni. L'Uno quindi genera in maniera assolutamente disinteressata e involontaria tutti gli stadi inferiori. Quest'ultimi si susseguono lugo un processo costante, in un ordine eterno.
In senso religioso, la concezione dell'Uno di Plotino non si presenta come la negazione del politeismo ma comunque come il Tutto che si contrappone al molteplice di cui indubbiamente anche gli dèi sono espressione. Per comprendere appieno la sua concezione particolare dell'Uno non si può non relazionarla al nuovo pensiero religioso del Cristianesimo nascente che volgeva a consolidarsi e verso il quale il filosofo nutre un atteggiamento alquanto critico.
Plotino

mercoledì 27 maggio 2020

NEL PENSIERO MEDIEVALE E MODERNO... STEP #12

Nel medioevo uno dei pensieri più influenti riguardo l'Uno è quello del Cristianesimo in senso strettamente monoteistico. In particolare Sant'Agostino concepisce Dio come la meta naturale a cui la ragione aspira e nel quale finalmente la discordanza dualistica tra soggetto e oggetto, pensiero ed essere, si riconcilia in unità. L'Uno è per lui la radice dell'amore che tende per natura ad unire il sentimento non solo dell'uomo, ma anche di Dio che desidera ricomporre le alterità del mondo arginando la frattura con l'umanità verificatasi a causa del peccato originale.
Un successore degli ideali di Sant'Agostino, Niccolò Cusano, dirà che l'Uno è il punto supremo in cui gli opposti coincidono, e in cui non c'è più distinzione tra gli oggetti della molteplicità. L'Uno non può essere compreso razionalmente, ma solo intuito. Dio è per lui l'Unione immediata di essere e pensiero, di conseguenza, in quanto immediato, l'Uno risulta totalmente trascendente.
Nella filosofia moderna ricordiamo Leibniz con il concetto delle monadi che rappresentano dei centri di forza puntiformi. Esse non possono avere inizio o fine nel tempo se non tramite creazione o annichilazione. Esse non possono essere fisicamente influenzate da enti esterni, sono quindi indipendenti. Ogni monade è inoltre unica perché non ne esistono di uguali e allo stesso tempo devono avere altre caratteristiche, altrimenti non sarebbero delle entità. Quindi le entità sono diverse tra loro e sono molteplici, ma pur suddividendo l'essere in un numero infinito di monadi, Leibniz attribuisce loro le caratteristiche dell'Uno come energia vitale e centro di rappresentazione, mantenendo una visione organica e unitaria che è data da quella armonia prestabilita con cui Dio riassume in sé, nella propria appercezione, le singole visuali di tutte le altre monadi.
Monade come sostanza(centro di forza)

domenica 24 maggio 2020

IMMAGINE DI DIO NELLE ARTI FIGURATIVE STEP #09

Creazione degli astri e delle piante da parte di Dio
In questo affresco di Michelangelo Buonarotti, presente nella volta della Cappella Sistina, osserviamo Dio durante l'atto di creazione degli astri e delle piante. Quest'ultimo per i cristiani rappresenta colui che è. Viene raffigurato inoltre secondo il concetto di eternità, immensità, perfezione ma sopratutto unicità perché se Dio non fosse unico, l'essere sarebbe cosa diversa da Lui per ragioni ontologiche.
La conseguenza immediata di tutto ciò è che Dio è creatore, onnipotente, onnipresente e trascendente.

SINTESI CONCLUSIVA STEP #24

In questo blog si delinea inizialmente l'etimologia  italiana della parola principale: Uno.   Successivamente viene trattata anche l...